di / 5th giugno, 2014 / Eventi / No Comments

La festa di Santa Rosalia, conosciuta come “U Fistinu”, è un appuntamento annuale a cui non si può mancare! Nasce come celebrazione religiosa, ma col passare del tempo l’elemento profano si è amalgamato a quello sacro.

La festa è stata riconosciuta ufficialmente come patrimonio immateriale d’Italia dall’Istituto Centrale per la demoetnoantropologia (IDEA).

La sua origine ha radici lontane. Nel 1624 la città venne colpita dalla peste, la gente si affidò invano alle sante protettrici della città e dei mandamenti Agata, Oliva, Cristina e Ninfa. Secondo la leggenda, una notte la giovane Rosalia apparve in sogno a Vincenzo Bonello, un umile saponaio, indicandogli il luogo delle sue spoglie e raccomandandogli di farle portare in processione al fine di debellare la peste. Nella grotta indicata vennero trovate le reliquie e il 15 luglio l’arcivescovo di Palermo con a seguito clero, senato e alcuni cittadini eminenti le portarono in processione, lungo le strade della città. In pochi giorni la peste svanì. Dall’anno seguente la Chiesa autorizzò il culto di Santa Rosalia.

Un paio di settimane prima del 14 e 15 luglio, Foro Italico, Corso Vittorio Emanuele e piazzale antistante Palazzo dei Normanni vengono allestiti palchi per la rappresentazione teatrale e bancarelle (stand) ricche di prodotti gastronomici locali: babbaluci (lumache bollite e condite con aglio e prezzemolo), polpo bollito, sfincione (pasta di pizza con salsa di pomodoro, cipolla, acciughe), calia e simenza (ceci e semi di zucca tostati e salati), anguria, gelato di campagna (torrone con mandorle dal colore tipico verde, bianco e rosso) e pannocchie bollite.

Il 14 sera la processione parte dal Palazzo dei Normanni, attraversa il Cassaro e Porta Felice e giunge al Foro Italico dove vengono accesi i fuochi d’artificio. Durante il tragitto il carro con la statua della Santa trionfante viene fermato davanti i palchi allestiti dove vengono recitate alcune scene che rievocano la sconfitta della peste. Il giorno dopo, invece, si ha la processione religiosa del cardinale, clero, confraternite, sindaco, giunta comunale e cittadini che portano in giro la bara con le spoglie della Santa.


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